{"id":4616,"date":"2025-08-06T16:08:11","date_gmt":"2025-08-06T14:08:11","guid":{"rendered":"https:\/\/regenerativesocietyfoundation.com\/editorial\/regeneration-and-ecosystem-services-an-interview-with-elizabeth-robinson\/"},"modified":"2026-05-28T10:53:01","modified_gmt":"2026-05-28T08:53:01","slug":"rigenerazione-ecosistemi-elizabeth-robinson","status":"publish","type":"editorial","link":"https:\/\/regenerativesocietyfoundation.com\/it\/editorial\/rigenerazione-ecosistemi-elizabeth-robinson\/","title":{"rendered":"Rigenerazione e servizi ecosistemici: un&#8217;intervista con Elizabeth Robinson"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em><u>Autrice<\/u>: Elizabeth Robinson, Membro del Comitato scientifico della RSF ed economista ambientale, \u00e8 attualmente Preside facente funzione della Global School of Sustainability della LSE, distaccata dal suo incarico di Direttrice del Grantham Research Institute on Climate Change and the Environment.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come definirebbe la rigenerazione e quali sono alcuni aspetti fondamentali alla base di questo concetto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un concetto cos\u00ec ampio e complesso come la rigenerazione \u00e8 difficile da definire. Quando si parla di rigenerazione, \u00e8 importante, ad esempio, considerare aspetti generali quali la resilienza e la sostenibilit\u00e0, ovvero come gli ecosistemi e i paesaggi possano riprendersi, adattarsi ed essere valorizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio pensiero \u00e8 in linea con la visione di RSF. Non c&#8217;\u00e8 alcuna possibilit\u00e0 di riportare il pianeta a uno stato simile a quello pre-Antropocene, e probabilmente non c&#8217;\u00e8 nemmeno una volont\u00e0 diffusa in tal senso. Inoltre, se ci concentriamo troppo sul ripristino, gli sforzi per rendere operativo il concetto di rigenerazione potrebbero finire per avere gli stessi potenziali problemi dell\u2019operativit\u00e0 del concetto di sostenibilit\u00e0, che \u00e8 stato definito come \u201csoddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacit\u00e0 delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni\u201d. Ma considerando come abbiamo degradato il pianeta e abbiamo gi\u00e0 superato alcuni limiti planetari, forse dovremmo immaginare la rigenerazione come un ripristino e un miglioramento del pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In che modo il cambiamento climatico sta influenzando i lavoratori e come possiamo attuare strategie di adattamento per ridurre al minimo gli effetti negativi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La capacit\u00e0 di adattamento e di rafforzamento della resilienza sar\u00e0 fondamentale per determinare in che modo le industrie affronteranno i cambiamenti legati al cambiamento climatico, in particolare gli eventi meteorologici estremi. Stiamo gi\u00e0 assistendo agli effetti negativi del cambiamento climatico sui lavoratori, in particolare su quelli impiegati in settori ad alta esposizione, tra cui i lavoratori all\u2019aperto e coloro che operano in ambienti chiusi privi di un adeguato sistema di raffreddamento. Interventi quali la fornitura di ombra, l&#8217;idratazione o il raffreddamento sono generalmente efficaci, ma dobbiamo essere consapevoli dei rischi di un adattamento inadeguato. Ad esempio, soluzioni che sembrano utili nel breve termine, come il passaggio al lavoro serale e notturno, possono creare nuovi problemi in futuro, quali disturbi del sonno o una maggiore esposizione alle malattie infettive.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;adattamento autonomo, quando i lavoratori apportano le proprie modifiche, \u00e8 gi\u00e0 in atto. Ne sono un esempio i lavoratori che cambiano abbigliamento o orario di lavoro, o che fanno pi\u00f9 pause, ma l&#8217;offerta di manodopera continua a risentire negativamente del caldo, il che suggerisce un impatto limitato dell&#8217;adattamento. Anche gli esiti negativi a lungo termine sulla salute sono motivo di preoccupazione, ma non disponiamo ancora di informazioni sufficienti su come la salute delle persone sia influenzata nel tempo dall&#8217;aumento del calore.<\/p>\n\n\n\n<p>La meccanizzazione pu\u00f2 aiutare a mantenere la produttivit\u00e0, in particolare in settori come l&#8217;agricoltura. Ma questo a sua volta comporta problemi per l&#8217;occupazione e una transizione equa per i lavoratori. Esistono studi, come quelli condotti dal dottor Shouro Dasgupta, che mostrano come in alcune regioni, come l&#8217;Europa settentrionale, l&#8217;offerta di manodopera e la produttivit\u00e0 del lavoro possano trarre dei benefici dall&#8217;aumento delle temperature, sebbene per un breve periodo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa ne pensi dell&#8217;efficacia del programma REDD e delle sfide legate alle compensazioni di carbonio e alla protezione delle foreste?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una delle maggiori sfide del programma REDD (Riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado forestale) \u00e8 stata la difficolt\u00e0 di misurare e definire uno scenario controfattuale ragionevole, ovvero di determinare cosa sarebbe accaduto senza un intervento, e ci\u00f2 vale in particolare per quanto riguarda il degrado forestale. Inoltre, il costo del carbonio nell\u2019ambito del programma REDD \u00e8 stato spesso fissato a un livello troppo basso, rendendo il sistema meno efficace di quanto dovrebbe essere. Ci sono stati anche casi in cui le comunit\u00e0, invece di essere pagate per le effettive riduzioni di carbonio, sono state compensate per i loro sforzi o per i benefici collaterali in termini di biodiversit\u00e0, il che ovviamente \u00e8 importante nella misura in cui vi sono trasferimenti finanziari verso paesi e comunit\u00e0 a basso reddito, ma \u00e8 problematico per la riduzione delle emissioni. Inoltre, collegare il REDD+ alle compensazioni di carbonio non porta a riduzioni permanenti delle emissioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 in generale, potrebbero verificarsi inefficienze dinamiche se i paesi a reddito pi\u00f9 elevato non facessero abbastanza per ridurre le proprie emissioni e accelerare la transizione verde, ma si affidassero piuttosto alla compensazione delle loro emissioni nei paesi a reddito pi\u00f9 basso, il che non \u00e8 una soluzione sostenibile a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 la sua opinione sul pagamento per i servizi ecosistemici e sul suo ruolo nella promozione di pratiche sostenibili?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per i governi, investire nei servizi ecosistemici \u2013 ovvero i benefici che le persone traggono dalla natura e dalla biodiversit\u00e0 \u2013 \u00e8 una scelta sensata, poich\u00e9 dipendiamo fortemente dalla natura. Ad esempio, la piantumazione di alberi nelle aree urbane apporta enormi benefici alla qualit\u00e0 dell\u2019aria, alla biodiversit\u00e0 e al benessere della comunit\u00e0, oltre a contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici.<\/p>\n\n\n\n<p>I pagamenti per i servizi ecosistemici possono funzionare come un modo per proteggere e valorizzare il capitale naturale, attribuendo un valore economico alla natura e garantendo cos\u00ec che vi sia un valore esplicito associato alle risorse naturali da cui le persone dipendono. Hanno il potenziale di incoraggiare migliori pratiche di gestione del territorio e di integrare la salute ecologica nella pianificazione economica. Ma l\u2019efficacia di questo approccio dipende da molti fattori, tra cui il modo in cui un\u2019iniziativa viene implementata. Il pagamento fornisce un incentivo finanziario a un individuo o a una comunit\u00e0 per conservare, anzich\u00e9 convertire, la base di risorse naturali. Ma se attuato senza tenere conto del contesto locale, inclusi i diritti di propriet\u00e0, l\u2019accesso e l\u2019equit\u00e0, pu\u00f2 peggiorare i mezzi di sussistenza di alcuni, portare a conflitti e aumentare le disuguaglianze.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come pensa che si evolver\u00e0 la valutazione della natura nel contesto dell\u2019Antropocene e del cambiamento di atteggiamento nei confronti dell\u2019ambientalismo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il modo in cui attribuiamo un valore economico alla natura \u00e8 un tema di discussione sempre pi\u00f9 importante. Attribuendo un valore economico alla natura, possiamo rendere espliciti i costi associati alla sua perdita.<\/p>\n\n\n\n<p>La natura pu\u00f2 essere concepita come uno stakeholder silenzioso nelle decisioni che influenzano il suo futuro e, di conseguenza, quello dell\u2019umanit\u00e0. Si potrebbe sostenere che un approccio basato sui servizi ecosistemici contestualizzi la natura principalmente in termini umani, concentrandosi su come essa soddisfi i nostri bisogni o interessi economici. Tuttavia, vi sono argomentazioni secondo cui questa prospettiva pu\u00f2 essere limitante, e alcuni sostengono che gli ecosistemi, ovvero la natura e la biodiversit\u00e0, abbiano un proprio valore intrinseco, indipendente dall\u2019utilit\u00e0 umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Cambiando la nostra mentalit\u00e0 per vedere la natura come un partecipante attivo piuttosto che come uno sfondo passivo, possiamo iniziare a prendere decisioni che potrebbero essere considerate pi\u00f9 informate. Ci\u00f2 include considerare gli impatti a lungo termine delle nostre azioni sugli ecosistemi e abbracciare una comprensione pi\u00f9 ampia di cosa significhi coesistere con il mondo naturale nell&#8217;Antropocene.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come possiamo ridefinire la narrativa sulla rigenerazione per coinvolgere le parti interessate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La narrativa sulla rigenerazione richiede probabilmente pi\u00f9 tempo e pazienza, e forse dobbiamo ancora raggiungere un punto di svolta sociale in cui le comunit\u00e0 riconoscano collettivamente l\u2019importanza degli sforzi di rigenerazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui nel Regno Unito, la pandemia di Covid-19 ha suscitato molte riflessioni su come abbiamo reagito alla pandemia e su come potremmo andare avanti nel modo migliore. Durante la pandemia, si potrebbe sostenere che ci sia stato un palpabile senso di solidariet\u00e0 e un rinnovato apprezzamento per il nostro sistema sanitario nazionale e per il ruolo dello Stato nella tutela del benessere pubblico. Questo momento ha messo in luce l\u2019importanza della preparazione e la necessit\u00e0 di dare priorit\u00e0 alla salute, sia umana che ecologica. Ma non \u00e8 chiaro se abbiamo effettivamente ricostruito meglio. Se riusciremo a portare avanti la comprensione dell&#8217;interconnessione e del valore dell&#8217;azione collettiva, potremmo essere in una posizione migliore per abbracciare la rigenerazione come obiettivo fondamentale. Riconoscere il ruolo delle responsabilit\u00e0 sia individuali che sociali \u00e8 fondamentale mentre affrontiamo le complesse sfide che ci attendono.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"featured_media":4986,"template":"","class_list":["post-4616","editorial","type-editorial","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.9 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Rigenerazione e servizi ecosistemici: un&#039;intervista con Elizabeth Robinson - RSF<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/regenerativesocietyfoundation.com\/it\/editorial\/rigenerazione-ecosistemi-elizabeth-robinson\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Rigenerazione e servizi ecosistemici: un&#039;intervista con Elizabeth Robinson - RSF\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Autrice: Elizabeth Robinson, Membro del Comitato scientifico della RSF ed economista ambientale, \u00e8 attualmente Preside facente funzione della Global School of Sustainability della LSE, distaccata dal suo incarico di Direttrice del Grantham Research Institute on Climate Change and the Environment. 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