{"id":4726,"date":"2024-10-17T11:37:00","date_gmt":"2024-10-17T09:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/regenerativesocietyfoundation.com\/editorial\/regeneration-conservation-an-interview-with-kris-murray\/"},"modified":"2026-05-13T11:29:46","modified_gmt":"2026-05-13T09:29:46","slug":"rigenerazione-conservazione-intervista-kris-murray","status":"publish","type":"editorial","link":"https:\/\/regenerativesocietyfoundation.com\/it\/editorial\/rigenerazione-conservazione-intervista-kris-murray\/","title":{"rendered":"Rigenerazione e conservazione: un&#8217;intervista con Kris Murray"},"content":{"rendered":"\n<p><em><u>Autore<\/u>: Kris Murray, membro del Comitato Scientifico RSF, Professore associato (ambiente e salute) e ricercatore del Consiglio di Ricerca Medica (MRC), London School of Hygiene and Tropical Medicine, Fajara \u2013 Gambia (Scuola di igiene e medicina tropicale)<\/em><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Come definirebbe la rigenerazione e quali sono alcuni aspetti chiave di questo concetto?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La rigenerazione \u00e8 un concetto con un ricco background, soprattutto nei miei campi di specializzazione, ovvero l\u2019ecologia e la conservazione. Esiste gi\u00e0 molta letteratura su questo argomento, poich\u00e9 la rigenerazione e la conservazione sono interconnessi (la rigenerazione \u00e8 un aspetto della conservazione). Mentre&nbsp;<strong>la conservazione include la protezione e il mantenimento di ci\u00f2 che esiste gi\u00e0<\/strong>, la rigenerazione si focalizza pi\u00f9 nello specifico sul ripristino di ci\u00f2 che \u00e8 stato perduto, e questo spesso implica intervenire in maniera proattiva sull\u2019ambiente. In questi ambiti \u201crigenerare\u201d significa riportare un ecosistema o una popolazione alla sua origine biologica o al suo stato pre-degrado. Spesso si pensa che uno stato \u201cnaturale\u201d abbia una maggiore capacit\u00e0 di rinnovarsi e di riprendersi dalle sfide, dai danni, dalle alterazioni (maggiore resilienza) e quindi di essere pi\u00f9 autosufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti dei progetti di RSF sembrano focalizzarsi su un aspetto specifico, ovvero la rigenerazione delle risorse naturali e il ripristino del valore ecologico di una determinata zona. Centrale \u00e8 l\u2019utilizzo e la gestione del suolo, ovvero la definizione della finalit\u00e0 e della funzione di un lotto di terreno o di una certa quantit\u00e0 di acqua, o del suo potenziale ruolo. Ci\u00f2 potrebbe essere pi\u00f9 chiaramente legato a concetti come&nbsp;<em><strong>intensificazione agricola sostenibile<\/strong><\/em>, cio\u00e8 trasformare i sistemi agricoli perch\u00e9 siano pi\u00f9 in sintonia e proteggano in modo esplicito i servizi e le funzioni ecosistemici dai quali dipendono e, allo stesso tempo, mantengano o addirittura aumentino la produzione agricola. Si tratta di&nbsp;<strong>un equilibrio difficile da trovare<\/strong>, percepito da molti come una contraddizione. Per me il punto fondamentale \u00e8 capire la soglia oltre la quale le attivit\u00e0 diventano davvero sostenibili e ci\u00f2 richiede una definizione molto&nbsp;precisa di sostenibilit\u00e0 in termini di conservazione o rigenerazione dei valori ambientali, insieme al mantenimento o raggiungimento dei valori sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiaramente non tutti i progetti dei founder sono collegati direttamente a servizi ecosistemici, ma ci\u00f2 che li accomuna \u00e8&nbsp;<strong>l\u2019obiettivo di minimizzare l\u2019impatto.<\/strong>&nbsp;Le aziende che estraggono risorse naturali dovrebbero conoscere il loro impatto su qualcosa che, alla fine, \u00e8 un bene comune.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><strong>Che ruolo hanno le persone nella gestione della rigenerazione e questo come influenza la sostenibilit\u00e0 nel lungo periodo?<\/strong><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Le persone hanno un ruolo cruciale nel gestire gli sforzi rigenerativi<\/strong>. Non possiamo permetterci un approccio totalmente non interventista; \u00e8 nostro compito aiutare a definire cos\u2019\u00e8 uno stato ripristinato, qual \u00e8 lo scopo e come si inserisce in una visione ben definita di \u201csostenibilit\u00e0\u201d o \u201crigenerazione\u201d. Gli ecosistemi hanno&nbsp;<strong>punti di equilibrio naturali<\/strong>, ma se un equilibrio si perde, se ne trova un altro. \u00c8 un passaggio da tenere in considerazione se si vuole ripristinare un ecosistema al suo stato originario. Nel mondo della conservazione spesso si parla di&nbsp;<strong>\u201cintegrit\u00e0 ecologica\u201d<\/strong>, per riferirsi al mantenimento dello stato originario. Tuttavia, in alcuni casi, potrebbe non aver senso cercare di tornare esattamente alle condizioni originarie, anzi, stabilirle come obiettivo potrebbe essere una distrazione o qualcosa di irrealizzabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Un buon esempio \u00e8 un progetto in Gambia sulle comunit\u00e0 forestali. Il Dipartimento Forestale assegna la responsabilit\u00e0 della gestione e della tutela di una parte di foresta a una comunit\u00e0 locale per un tempo indeterminato e, in cambio, la comunit\u00e0 garantisce l\u2019accesso a una parte o a tutte le risorse prodotte dalla foresta. A volte ci\u00f2 implica l\u2019introduzione di alcune specie, come api impollinatrici o alcuni tipi di piante o alberi di alto valore, anche se non erano originariamente parte dell\u2019ecosistema. L\u2019idea \u00e8 che questo modello \u00e8 pi\u00f9 sostenibile (e forse pi\u00f9 conveniente) nel lungo termine perch\u00e9 bilancia i bisogni delle comunit\u00e0 e dell\u2019ambiente in cui vivono, rendendo uno il custode dell\u2019altro. Rendere le foreste pi\u00f9 \u201cutili\u201d per la comunit\u00e0 aumenta le motivazioni per prendersene cura nel lungo periodo, quindi migliora la durata degli sforzi di ripristino\/protezione e le possibilit\u00e0 di gestire le foreste in modo autosufficiente. Il coinvolgimento diretto delle persone nella gestione della terra e il riconoscimento del suo valore rafforza la sostenibilit\u00e0 a lungo termine del progetto. Pertanto, a volte,&nbsp;<strong>rigenerare non significa ripristinare esattamente gli ecosistemi al loro stato originale&nbsp;<\/strong>ma potrebbe comunque essere un risultato migliore di un altro (ad esempio la perdita o il degrado completo).<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Come conciliare la prospettiva conservazionista di riduzione del danno e la prospettiva rigenerativa di trasformazione dell\u2019ambiente per rigenerarlo?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Forse a causa del mio background in ecologia e del mio interesse per la natura e la biodiversit\u00e0, mi sono focalizzato per molto tempo sull\u2019idea di prevenire la perdita degli ecosistemi, mantenerli intatti e minimizzare il danno. Per me questo aveva la priorit\u00e0 assoluta. Ma ora che lavoro pi\u00f9 nel campo della salute, vedo queste tematiche in maniera pi\u00f9 pragmatica. A volte \u00e8 preferibile un approccio incrementale che offre la possibilit\u00e0 di ottenere vittorie rapide ed essenzialmente massimizzare gli obiettivi di facile portata. Dato che molti habitat sono completamente e totalmente degradati, anche semplici interventi che possono dare il via al ripristino di un terreno da un punto di vista ecologico hanno alcuni meriti e sono sicuramente pi\u00f9 realizzabili che partire con una visione di ripristino completo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le soluzioni basate sulla natura (<em>nature-based solutions<\/em>), ad esempio, non sempre mirano a riportare un ecosistema al suo antico stato di gloria. Possono invece concentrarsi sulla fornitura di <strong>co-benefici <\/strong>accanto all&#8217;ambizione principale di mitigare i cambiamenti climatici\/ridurre le emissioni di gas serra, come sostenere la biodiversit\u00e0 e offrire benefici sociali, economici o sulla salute. Non si tratta sempre di riportare gli ecosistemi alle loro condizioni originali, ma piuttosto di <strong>creare sistemi resilienti che possano servire a pi\u00f9 scopi meglio di un&#8217;alternativa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Un&#8217;altra grande questione nell&#8217;ambito della rigenerazione \u00e8 quella di misurare l&#8217;impatto dei progetti e delle attivit\u00e0 e di evitare le insidie.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La questione della misurazione della rigenerazione (e dell&#8217;impatto degli interventi pi\u00f9 in generale) rimane centrale; <strong>ci vogliono molte riflessioni e risorse per tracciare qualsiasi cambiamento nel mondo naturale e avere una solida comprensione degli impatti attribuibili a un progetto<\/strong>. Per esempio, ho lavorato come consulente per il settore delle risorse naturali in Australia, e ci sono naturalmente molte norme che regolano ci\u00f2 che un&#8217;azienda pu\u00f2 o non pu\u00f2 fare in relazione alle sue attivit\u00e0 con potenziali impatti sull&#8217;ambiente. Possono esistere, ad esempio, zone di interdizione necessarie per proteggere alcune specie, possono esistere norme che prevedono il ritorno dell&#8217;ambiente allo stato originario attraverso alcune opere di ripristino dopo il completamento delle attivit\u00e0 dell&#8217;azienda, oppure le aziende possono essere autorizzate a \u201ccompensare\u201d alcuni impatti accettando di proteggere o ripristinare altri ambienti \u201cequivalenti\u201d. Tuttavia, dobbiamo stare attenti a ottenere ci\u00f2 che ci aspettiamo o che ci \u00e8 stato promesso in termini di benefici dichiarati. Lo stato della letteratura sulla compensazione, ad esempio, mostra una certa mancanza di rigore nell&#8217;assicurare che gli impatti causati siano realmente compensati e siano equivalenti al danno specifico causato, e quindi c&#8217;\u00e8 spazio per l&#8217;abuso di questi strumenti. In ultima analisi, spetta a un ente regolatore, a un finanziatore o forse a un&#8217;azienda auto-motivata accettare e convalidare un metodo scelto per la conservazione, la rigenerazione o la sostenibilit\u00e0 secondo una metodologia solida che produca effettivamente ci\u00f2 che \u00e8 previsto o dichiarato.<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso, quando gli impatti non possono essere evitati o invertiti, la scienza della conservazione si \u00e8 orientata verso l&#8217;ottimizzazione, cercando di trovare il miglior risultato per un determinato costo. Ci\u00f2 potrebbe significare confrontare l&#8217;approccio potenziale di diversi progetti per vedere come una certa somma di denaro potrebbe essere utilizzata per avere il massimo impatto su pi\u00f9 obiettivi o per pi\u00f9 parti interessate.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Come vede l&#8217;intersezione tra il restauro guidato dalla biodiversit\u00e0 e gli obiettivi pi\u00f9 ampi di mitigazione dei cambiamenti climatici?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>I progetti di ripristino sono spesso guidati da obiettivi di biodiversit\u00e0 o di pulizia di paesaggi contaminati o degradati. Una delle sfide che dobbiamo affrontare \u00e8 che <strong>la mitigazione del cambiamento climatico<\/strong>, cio\u00e8 l&#8217;attenzione alla riduzione delle emissioni di gas serra, <strong>pu\u00f2 talvolta entrare in conflitto con gli sforzi o gli obiettivi della biodiversit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un esempio di questo potenziale conflitto si trova in iniziative come REDD (Riduzione delle Emissione da Deforestazione e da Degrado forestale), un programma globale per incentivare la protezione delle riserve di carbonio. I ricercatori hanno notato che, sebbene questo programma potesse portare alla protezione delle foreste, in origine non considerava esplicitamente la biodiversit\u00e0 e altri valori (ad esempio, i mezzi di sussistenza delle comunit\u00e0). La correzione di questo problema ha portato alla sua estensione, REDD+. Il \u201cpi\u00f9\u201d di REDD+ si riferisce all&#8217;inclusione della biodiversit\u00e0 e della conservazione dell&#8217;ecosistema (e potenzialmente di altri valori) accanto agli obiettivi di sequestro del carbonio.<\/p>\n\n\n\n<p>Trovare un equilibrio tra queste priorit\u00e0 &#8211; ridurre le emissioni da un lato e preservare la biodiversit\u00e0 e promuovere i co-benefici dall&#8217;altro &#8211; non \u00e8 facile. Ma \u00e8 una conversazione necessaria per affrontare sia la crisi climatica che la perdita di biodiversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Come si fa a bilanciare priorit\u00e0 concorrenti, come nel caso della pesca o di altri progetti ambientali, per raggiungere pi\u00f9 obiettivi?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il processo decisionale con pi\u00f9 criteri svolge un ruolo importante nel bilanciare priorit\u00e0 concorrenti. Ad esempio, come possiamo distribuire in modo ottimale le zone di pesca soddisfacendo sia gli obiettivi di cattura (per i mezzi di sussistenza) sia i criteri di conservazione basati sulle aree (per la protezione delle specie)? Esistono molti approcci (ad esempio, la modellazione) che possono essere utilizzati per <strong>cercare di minimizzare esplicitamente i compromessi tra obiettivi ecologici, sociali ed economici, <\/strong>consentendo un approccio pi\u00f9 equilibrato e identificando il potenziale per un maggior numero di vittorie.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiave \u00e8 trovare soluzioni che non si limitino a dare il meglio in un settore, ma che cerchino di trovare la soluzione per massimizzare i benefici totali disponibili, anche se settori specifici non sono strettamente massimizzati. Nell&#8217;esempio della pesca, potrebbe trattarsi di garantire la sostenibilit\u00e0 e la vitalit\u00e0 a lungo termine degli stock ittici, proteggendo al contempo gli ecosistemi e soddisfacendo le esigenze delle comunit\u00e0 locali (ad esempio, i posti di lavoro) che dipendono da queste risorse. Questo tipo di approccio pu\u00f2 indicarci la giusta direzione ed \u00e8 qualcosa a cui possiamo aspirare quando consideriamo i progetti di ripristino e rigenerazione: soluzioni che mirano a risultati vantaggiosi per tutti piuttosto che compromettere un obiettivo (ad esempio, la salvaguardia della biodiversit\u00e0) a vantaggio di un altro (ad esempio, i profitti economici a breve termine o di una singola entit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Che ruolo ha la valutazione dei servizi ecosistemici negli sforzi di ripristino e come influisce la riduzione della biodiversit\u00e0 su questi servizi?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La valutazione dei beni e dei servizi ecosistemici pu\u00f2 essere utile per cercare di comprendere gli effetti pi\u00f9 ampi di alcuni impatti ambientali, come la deforestazione o la perdita di biodiversit\u00e0. Nel corso degli anni, sono stati compiuti diversi sforzi per cercare di quantificare il valore economico dei servizi ecosistemici in modo pi\u00f9 specifico e quantitativo &#8211; che si tratti del sequestro del carbonio, della purificazione dell&#8217;acqua o della prevenzione dell&#8217;erosione del suolo. Queste valutazioni richiedono buoni dati e metodi rigorosi per essere stimate e possono aiutare a guidare il processo decisionale rendendo pi\u00f9 trasparenti o espliciti i costi e i benefici di alcuni interventi\/impatti, il che potrebbe consentire di rendere pi\u00f9 evidenti o almeno meglio considerati i compromessi tra i settori.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, <strong>la contabilit\u00e0 del capitale naturale <\/strong>(un altro termine utilizzato per indicare la valutazione dei beni e dei servizi ecosistemici) <strong>pu\u00f2 perdere informazioni importanti<\/strong>, soprattutto quando la conoscenza di alcuni processi o interdipendenze in natura \u00e8 scarsa o l&#8217;incertezza \u00e8 elevata. Ad esempio, quando si riduce la biodiversit\u00e0, a volte si verificano conseguenze indesiderate che non possono essere facilmente previste o valutate. In alcuni casi, si possono osservare anche anelli di retroazione, in cui causa ed effetto diventano difficili da distinguere. Un esempio \u00e8 l&#8217;apparente legame tra deforestazione e malattie infettive. Per esempio, in alcune zone del Sudamerica, l&#8217;abbattimento delle foreste per l&#8217;agricoltura pu\u00f2 creare condizioni pi\u00f9 favorevoli alla trasmissione della malaria, aggravando cos\u00ec i problemi di salute pubblica. Ci\u00f2 aggiunge fattori di stress e costi alla vita e ai mezzi di sussistenza delle persone, incoraggiando cos\u00ec un&#8217;ulteriore deforestazione. \u00c8 un&#8217;illustrazione efficace di come la perdita di biodiversit\u00e0 possa innescare una reazione a catena, con ripercussioni non solo sugli ecosistemi, ma anche sulla salute umana e sui mezzi di sussistenza.health and livelihoods.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo ancora lontani dal comprendere appieno la portata di questi rischi, ma alcuni studi stanno iniziando a <strong>cercare di quantificare il potenziale della perdita di biodiversit\u00e0 nell&#8217;aumentare il rischio di infezioni emergenti o addirittura di pandemie. <\/strong>Gli hotspot di biodiversit\u00e0, che hanno un immenso valore di conservazione, agiscono anche come serbatoi di rischi futuri, sia in termini di salute pubblica che di degrado ambientale. Sebbene ci siano stati Rigenerazione e conservazione: intervista a Kris Murray.docx<\/p>\n\n\n\n<p>sforzi per quantificare questi rischi, \u00e8 solo la punta dell\u2019iceberg di ci\u00f2 che serve per comprendere veramente i meccanismi e le implicazioni a lungo termine degli interventi di degrado e ripristino del paesaggio in questi contesti.<\/p>\n\n\n\n<p>Fortunatamente, non \u00e8 sempre necessario avere una comprensione completa per sapere se qualcosa \u00e8 una buona o una cattiva idea. Nel caso della deforestazione, anche se per alcune persone potrebbe essere particolarmente motivante agire in modo diverso se capissero che potrebbe esserci un legame con la diffusione di malattie o il rischio di pandemie, <strong>esiste una vasta gamma di ragioni molto meglio documentate per proteggere le foreste <\/strong>che vanno ben oltre la visione antropocentrica del potenziale danno alla salute umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Photo credits: Yu Wang<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"featured_media":4727,"template":"","class_list":["post-4726","editorial","type-editorial","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.9 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Rigenerazione e conservazione: un&#039;intervista con Kris Murray - RSF<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/regenerativesocietyfoundation.com\/it\/editorial\/rigenerazione-conservazione-intervista-kris-murray\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Rigenerazione e conservazione: un&#039;intervista con Kris Murray - 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