{"id":4730,"date":"2024-07-24T14:23:40","date_gmt":"2024-07-24T12:23:40","guid":{"rendered":"https:\/\/regenerativesocietyfoundation.com\/editorial\/the-new-green-claims-directive-puts-certifications-the-casual-use-of-offsetting-and-some-corporate-green-strategies-at-risk\/"},"modified":"2026-05-13T11:45:25","modified_gmt":"2026-05-13T09:45:25","slug":"nuova-direttiva-green-claims","status":"publish","type":"editorial","link":"https:\/\/regenerativesocietyfoundation.com\/it\/editorial\/nuova-direttiva-green-claims\/","title":{"rendered":"Con la nuova Direttiva \u2018\u2019Green Claims\u2019\u2019 diventano pi\u00f9 a rischio le certificazioni, l&#8217;uso disinvolto delle compensazioni e le corporate green strategy"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Autore:\u00a0Raimondo Orsini, direttore di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile &amp; membro fondatore RSF<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 se il giovane surfista Jay Westerveld, quando coni\u00f2 per caso il termine \u201cgreenwashing\u201d nel 1983,&nbsp; imaginasse la portata della sua&nbsp; intuizione\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Si trovava in un resort delle Isole Fiji e di fronte all\u2019indicazione data ai clienti di quel resort di non mettere a lavaggio gli asciugamani tutti i giorni, \u201cal fine di proteggere il pianeta dall\u2019inquinamento&nbsp; e ridurre lo spreco di acqua\u201d, decise di verificare se la propriet\u00e0 avesse veramente a cura l\u2019ambiente o no. Scopr\u00ec che la propriet\u00e0 del resort stava investendo per costruire nuovi edifici, non curandosi dei forti impatti negativi sull\u2019ambiente, la biodiversit\u00e0 ed il territorio circostante e senza aver previsto alcuna azione di mitigazione di questi impatti, e cap\u00ec che quel messaggio nel bagno della sua stanza, pur se&nbsp; corretto nel suo contenuto green, veniva per\u00f2 utilizzato a soli fini economici (riduzione dei costi per l\u2019azienda) e non aveva nulla a che vedere con una vera attenzione all\u2019ambiente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Intu\u00ec quindi, pi\u00f9 di 40 anni fa, quello che sarebbe poi diventato uno dei maggiori pericoli per la transizione ecologica delle imprese e lo chiam\u00f2 \u201cgreen washing\u201d: una pennellata superficiale di green, per coprire pratiche tutt\u2019 altro che ecologiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei 40 anni successivi, con il crescere della crisi climatica e delle pressioni dello sviluppo economico sugli equilibri del pianeta e con la conseguente maggiore consapevolezza e sensibilit\u00e0 dei consumatori e dei cittadini per le questioni ambientali, la pratica del green washing \u00e8 purtoppo divenuta una vera e propria <em>strategia di marketing,<\/em> sempre pi\u00f9 diffusa, efficace e gratificante per le imprese in termini economici. Infatti, come disse Winton Churchill \u201cUna bugia fa il giro del mondo prima che la verit\u00e0 abbia nenache&nbsp; la possibilit\u00e0 di infilarsi i pantaloni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Moltissimi prodotti \u201cdicono\u201d di essere green, rispettosi dell\u2019ambiente, amici della natura, etc., per non parlare delle imprese e dei servizi \u201cnet zero\u201d, \u201ccarbon neutral\u201d, etc. in una sorta di giungla della comunicazione dove, in virt\u00f9 del fatto che si tratti di un\u2019attivit\u00e0 libera, volontaria e non regolata, vince&nbsp; chi la spara pi\u00f9 grossa. E, tutto ci\u00f2, come una beffa, paradossalmente crea un danno d\u2019immagine a quelle&nbsp; imprese serie, che attuano&nbsp; concretamente la transizione ecologica, si impegnano per trasformare prodotti e processi riducendone gli impatti e si rifiutano di bluffare apertamente, pagando a caro prezzo la propria credibilit\u00e0 e spesso rifugiandosi nel c.d. <em>green hushing<\/em> (silenzio green).<\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario, la nuova Direttiva UE, c.d. <em>Green Claims<\/em>, emanata nel Febbraio scorso, segna finalmente, anche se molto in ritardo, uno spartiacque importante, definendo normativamente per la prima volta alcune forme di green washing che, una volta recepita la direttiva stessa da parte degli&nbsp; Stati membri <em>(entro Marzo 2026)<\/em> , potranno essere proibite dalle autorit\u00e0 nazionali come \u201cpubblicit\u00e0 ingannevoli\u201d,&nbsp; sulla base di un\u2019analisi caso per caso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 possibile in quest\u2019articolo affrontare tutte le tipologie di asserzioni ambientali sanzionabili secondo la Direttiva, e quindi ci concentriamo su tre aspetti: quello dei marchi di sostenibilit\u00e0,&nbsp; quello delle compensazioni di gas serra (offsetting), e quello della comunicazione green delle imprese,&nbsp; rimandando la corposa parte dedicata dalla Direttiva alla circolarit\u00e0 dei prodotti (riparabilit\u00e0, obsoloescenza programmata, riciclabile etc.) ad un prossimo approfondimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda i <em>marchi di sostenibilit\u00e0<\/em>, che si riferiscono a prodotti, servizi o imprese, le disposizioni della Direttiva sono molto chiare. Per evitare che il cliente finale possa essere ingannato dal proliferare di marchi ambientali e di sostenibilit\u00e0 auto-prodotti senza una solida base scientifica (solo nel mondo dell\u2019agrifood qualche anno fa, in un\u2019indagine della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ne abbiamo contati alcune centinaia), la Direttiva dispone che essi saranno permessi solo se si tratti di <em>iniziative regolate da autorit\u00e0 pubbliche<\/em> (si pensi ad esempio all\u2019Ecolabel UE) o che si basino su \u201c<em>sistemi di certificazione\u201d.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tali sistemi di certificazione devono per\u00f2 obbligatoriamente avere i seguenti connotati:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>i requisiti del sistema devono essere accessibili al pubblico;<\/li>\n\n\n\n<li>il sistema, nel rispetto di condizioni trasparenti, eque e non discriminatorie, deve essere aperto a tutti gli operatori economici disposti e in grado di conformarsi ai suoi requisiti;<\/li>\n\n\n\n<li>i requisiti del sistema devono essere stati elaborati dal titolare del sistema in consultazione con esperti riconosciuti e con gli stakeholders;<\/li>\n\n\n\n<li>il sistema deve stabilire procedure per affrontare i casi di non conformit\u00e0 ai requisiti e prevedere la revoca o la sospensione dell\u2019uso del marchio di sostenibilit\u00e0 da parte dell\u2019operatore economico in caso di non conformit\u00e0 ai requisiti del sistema;\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>il monitoraggio della conformit\u00e0 dell\u2019operatore economico ai requisiti del sistema deve essere oggetto di una procedura obiettiva ed \u00e8 svolto da un terzo, la cui competenza e la cui indipendenza, sia dal titolare del sistema sia dall\u2019operatore economico, si basano su norme e procedure internazionali, dell\u2019Unione o nazionali.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Con un calcolo basato solo sulla nostra percezione e non su statistiche reali, per le quali dovremo aspettare qualche anno, crediamo che almeno la met\u00e0 dei marchi e delle certificazioni volontarie ad oggi esistenti non siano conformi a questi requisiti e quindi, se non si adegueranno, saranno proibiti come pubblicit\u00e0 ingannevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto concerne invece le <em>compensazioni delle emissioni di gas serra attraverso crediti volontari di carbonio<\/em> (il c.d. carbon offsetting), il cui utilizzo a fini comunicativi \u00e8 stato gi\u00e0 oggetto di numerose critiche della stampa pi\u00f9 attenta&nbsp; (ricordiamo ad esempio una importante e informatissima campagna del Guardian di due anni fa) e delle Autorit\u00e0 di regolazione della Pubblicit\u00e0 (come quella olandese e britannica, che hanno recentemente condannato alcune linee aeree per i claims di \u201cvoli a zero emissioni\u201d grazie alle compensazioni) la Direttiva dice chiaramente&nbsp; che le asserzioni su prodotti e servizi del tipo \u00abneutrale dal punto di vista climatico\u00bb, \u00abcertificato neutrale in termini di emissioni di CO2\u00bb, \u00abpositivo in termini di emissioni di carbonio\u00bb, \u00aba zero emissioni nette \u00bb, etc.&nbsp; <em>saranno consentite<\/em> <em>solo se si baseranno sull\u2019impatto effettivo del ciclo di vita del prodotto (o servizio) e non sulla compensazione delle emissioni di gas a effetto serra al di fuori della catena del valore del prodotto&nbsp; (o servizio)<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In virt\u00f9 di questa previsione,&nbsp; non sar\u00e0&nbsp; pi\u00f9 possibile ad esempio&nbsp; sostenere che un viaggio in aereo o la partecipazione ad un concerto rock siano a zero emissioni, o a zero emissioni nette o \u201ccarbon neutral\u201d, se ci\u00f2 sia dovuto alla compensazione delle emissioni attraverso progetti di piantumazione o riforestazione, perch\u00e9 \u201ctale asserzione <em>darebbe ai consumatori la falsa impressione che quel prodotto o servizio&nbsp; non abbia alcun impatto climatico\u201d<\/em>, cosa non vera.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, passiamo al tema delle asserzioni ambientali green delle aziende, ad esempio nelle <em>corporate green strategy<\/em>, molto diffuse come impegni green e target ambientali comunicati ai media e ai consumatori. Qui siamo ad un momento di svolta. La Direttiva infatti, all\u2019articolo 1, estende espressamente la regolazione delle asserzioni ambientali anche alla <em>comunicazione di prestazioni ambientali future<\/em>, vietando quelle che, in base a una valutazione caso per caso, non risulteranno corroborate da:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>impegni e obiettivi chiari, oggettivi, pubblicamente disponibili e verificabili;<\/li>\n\n\n\n<li>definiti in un <em>piano di attuazione dettagliato e realistico<\/em> che indichi in quale modo tali impegni e obiettivi saranno conseguiti e che <em>stanzi risorse<\/em> economiche a tal fine. Tale piano di attuazione dovrebbe includere tutti gli elementi pertinenti necessari per adempiere agli impegni, quali le <em>risorse di bilancio<\/em> e gli sviluppi tecnologici a disposizione.\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>Siano verificate da un esperto terzo, che deve essere indipendente dall\u2019operatore economico, esente da conflitti di interessi e dotato di esperienza e competenze in materia ambientale, il quale dovrebbe poter <em>verificare periodicamente i progressi compiuti<\/em> dall\u2019operatore economico rispetto a tali impegni e obiettivi, comprese le tappe fondamentali per conseguirli e mettere i risultati a disposizione dei consumatori.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Non baster\u00e0 quindi che un\u2019azienda annunci di essere carbon neutral entro il 2035 ad esempio, o che prometta di azzerare il consumo di plastica entro il 2030. Per non cadere nelle maglie del green washing secondo la Direttiva&nbsp; dovr\u00e0 pubblicare&nbsp; un Piano credibile,&nbsp; con i progetti e le tecnologie che realizzer\u00e0 in concreto per raggiungere quel target,&nbsp; quali risorse avr\u00e0 stanziato a bilancio per raggiungere il target, quali risultati intermedi avr\u00e0 raggiunto nel tempo, certificati da un soggetto terzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente Jay Westerveld, mentre surfava nelle Fiji non avr\u00e0 immaginato di aver \u201cstanato\u201d i fondamenti di una strategia di marketing che sarebbe diventata una pratica planetaria n\u00e9 di aver coniato un espressione che sarebbe stata adottata nelle leggi e nei libri per i decenni futuri. Questa Direttiva, pur se in forte ritardo, aiuta concretamente a fare dei passi avanti nella direzione indicata dal giovane surfista sia dal punto di vista culturale che da quello giuridico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lui, nel frattempo,&nbsp; non ha fondato una societ\u00e0 di consulenza specializzata in comunicazione green sfruttando economicamente la sua intuizione, ma si \u00e8 dedicato a preservare e rigenerare ecosistemi in pericolo e proteggere specie rare a rischio d\u2019estinzione, come le piccole rane-grillo o i gamberi-vongola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Passione silenziosa. Risultati concreti. Il contrario del green washing.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"featured_media":4731,"template":"","class_list":["post-4730","editorial","type-editorial","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.9 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Con la nuova Direttiva \u2018\u2019Green Claims\u2019\u2019 diventano pi\u00f9 a rischio le certificazioni, l&#039;uso disinvolto delle compensazioni e le corporate green strategy - RSF<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/regenerativesocietyfoundation.com\/it\/editorial\/nuova-direttiva-green-claims\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Con la nuova Direttiva \u2018\u2019Green Claims\u2019\u2019 diventano pi\u00f9 a rischio le certificazioni, l&#039;uso disinvolto delle compensazioni e le corporate green strategy - 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