Una conversazione tra Giancarlo Fonseca, Country Head Italy di Lombard Odier Investment Managers e Vice presidente di Regenerative Society Foundation e Massimo Mercati, CEO di Aboca.
Perché entrare a far parte della Fondazione Regenerative Society?
Giancarlo: Sono profondamente orgoglioso di far parte della Regenerative Society Foundation. Abbiamo scelto non solo di immaginare un futuro migliore: abbiamo deciso di lasciare un segno concreto. Il segno di chi crede in un’economia che rigenera; di chi crede in una società che mette al centro i valori, la giustizia sociale, il rispetto per il pianeta e la sua biodiversità; dove imprese, istituzioni e cittadini possano lavorare insieme per trasformare il sistema invece che adattarsi ad esso. Essere parte di questa visione, contribuire a renderla concreta, è ciò che ci ha spinto a intraprendere questo viaggio.
Massimo: Aboca è una delle prime aziende fondatrici di RSF perché ne condivide i valori e gli obiettivi, promuovendo un modello di sviluppo che va oltre l’approccio della CSR e vede nella rigenerazione attiva delle risorse naturali e del capitale sociale l’unica via per sostenere lo sviluppo sostenibile.
Cosa rende un’azienda rigenerativa?
Giancarlo: Un’azienda rigenerativa non si limita a ridurre al minimo i danni: agisce attivamente per ripristinare l’equilibrio. Rigenera i sistemi naturali, creando valore duraturo sia per le persone che per il pianeta.
Si tratta di una nuova mentalità imprenditoriale, in cui crescita e sostenibilità procedono di pari passo.
Lombard Odier promuove questo approccio con le sue strategie di investimento, sostenendo le aziende in grado di trasformare il loro modello economico lineare (“take-make-waste”) in un modello più virtuoso, circolare e rigenerativo.
Massimo: L’azienda rigenerativa è un’evoluzione del concetto di impresa sostenibile. Secondo questo modello, l’azienda non si limita a ridurre gli impatti negativi, ma mira a generare impatti positivi per l’ambiente, la società e l’economia.
Per Aboca, la creazione di valore condiviso (non solo economico, ma anche sociale e ambientale) è la premessa fondante del suo modello di business. L’adozione della forma giuridica di Benefit Company nel 2018 ha inoltre sancito giuridicamente questo impegno.
Un’azienda rigenerativa mira a migliorare attivamente i sistemi di cui fa parte.
In che modo la vostra azienda contribuisce alla rigenerazione?
Giancarlo: Per Lombard Odier, rigenerazione significa trasformazione. Ridurre l’impatto non è più sufficiente: dobbiamo ripensare l’economia da zero. Ecco perché il nostro approccio di investimento è guidato da un modello economico che chiamiamo CLIC®: Circolare, Snello, Inclusivo e Pulito. Questo quadro incarna la nostra visione di un’economia rigenerativa e sostenibile, in contrasto con il tradizionale modello lineare del “prendere, produrre, sprecare”. Con questo approccio, investiamo in aziende che stanno innovando il proprio core business combinando competitività e rigenerazione, spesso attraverso tecnologie avanzate.
Si tratta di qualcosa di più di un semplice cambiamento di strategia. È una trasformazione profonda. Ed è già in atto.
Massimo: Dalla gestione di oltre 13 ettari sperimentali dedicati all’agroforestazione in collaborazione con la Circular Bioeconomy Alliance, alla valutazione di come gli scarti di produzione possano essere utilizzati come ammendanti agricoli per migliorare la fertilità microbiologica dei suoli, Aboca ha numerosi progetti attivi nel campo della rigenerazione. Inoltre, nel 2025, abbiamo presentato la Aboca Biodiversity Strategy 2030, che riunisce tutte le attività dell’azienda a favore della biodiversità. I due elementi centrali di questo contesto sono la logica 100% naturale che guida tutti i processi aziendali e l’adozione di metodi di produzione biologica su tutte le superfici sin dalla fondazione dell’azienda.
Perché partecipare al Regeneration 20|30 Forum?
Giancarlo: Il Forum sarà un vero e proprio momento di confronto, in cui aziende, mondo scientifico e istituzioni si riuniranno per elaborare soluzioni concrete alla crisi sistemica che stiamo vivendo. È il luogo in cui può avvenire un vero cambiamento. E dove possiamo scegliere di farne parte.
Oltre ad aggiornarci sugli impatti sociali ed economici sempre più drammatici della crisi climatica e della natura, sono fiducioso che riusciremo a definire un piano d’azione misurabile che possa evolversi nel tempo in un metodo e in una disciplina aziendale.
Massimo: Incontrare altre aziende che condividono la nostra stessa visione è sempre importante e getta le basi per sviluppare nuovi obiettivi e ambizioni, nonché per condividere esperienze e idee. Oggi, in particolare, trovo opportuno riunirsi al Forum. Il termine “rigenerativo” viene sempre più utilizzato nel marketing, spesso in modo inappropriato, e poiché attualmente non è regolamentato, se ne fa un uso improprio che porta al greenwashing, il che è dannoso per le aziende che sono sinceramente impegnate ad avere un impatto positivo. È il caso, ad esempio, dell’“agricoltura rigenerativa”, un termine che sta suscitando sempre più interesse ma che viene spesso utilizzato come sinonimo di agricoltura di conservazione (con un uso massiccio di erbicidi sintetici non biodegradabili).
È necessario arginare questo fenomeno partecipando attivamente alla definizione di rigenerazione e all’accreditamento di standard riconosciuti che tutelino il significato del termine e ne garantiscano anche la conformità ai requisiti delle direttive sul greenwashing e sulle dichiarazioni ecologiche.
Scopri di più sul Regeneration 2030 Forum: https://regeneration2030forum.com/