Andrea Illy, estratto da: ”Sviluppo&Organizzazione n.314: La Questione Organizzativa Italiana”
Negli ultimi decenni, l’attenzione alla sostenibilità è cresciuta in modo esponenziale ed è ormai diventata un criterio fondamentale nel modo di fare impresa: gli investitori valutano il valore di un’azienda sulla base dei rating ESG. Ma cosa si intende per «valore di un’azienda»? Per rispondere a questa domanda, è importante superare il dualismo che si è creato tra l’economia degli azionisti, che misura il profitto per gli azionisti, e l’economia degli stakeholder, che tiene conto del valore generato per tutti gli stakeholder.
IL VALORE DELL’IMPRESA
Ritengo che il dovere morale di un’impresa sia quello di generare profitti in modo sostenibile, senza arrecare danno alla società e all’ambiente, poiché ciò ridurrebbe le sue stesse possibilità di sviluppo. La mancata attuazione della sostenibilità, infatti, rischia di minare il valore di un’azienda, che dovrà sostenere i costi dei danni sociali e ambientali che provoca, spendere di più per mantenere i clienti sempre più sensibili a tali tematiche e subire conseguenze negative in termini di reputazione.
In sostanza, più un’azienda è sostenibile, più valore crea.
Sulla base di queste considerazioni, nel 2020, insieme a un gruppo di imprenditori lungimiranti, tra cui Davide Bollati e Maria Paola Chiesi, ho fondato la Regenerative Society Foundation, con l’obiettivo di promuovere un nuovo modello di sviluppo rigenerativo e circolare in grado di sostituire l’attuale modello estrattivo e lineare, ormai insostenibile. C’è, infatti, un bisogno urgente di un nuovo modello di sviluppo che sia in grado non solo di riutilizzare le risorse, cercando di non produrre residui, ma anche di rivitalizzare il capitale naturale, perseguendo al contempo il benessere degli esseri umani e del Pianeta. I veri protagonisti di questo nuovo approccio rigenerativo non possono che essere le imprese, perché dispongono di capitale di investimento, innovazione, ricerca e sviluppo e, collettivamente, sono le uniche in grado di raggiungere la massa critica necessaria per innescare il cambiamento.
Oggi cresce la consapevolezza della necessità di invertire la rotta, ma spesso ci si scontra con la difficoltà di “concretizzare” idee e progetti in questa direzione. Ecco perché, in qualità di fondazione, vogliamo mettere a disposizione il nostro know-how, ma anche aiutare il mondo della scienza a dialogare con le imprese di tutti i settori attraverso soluzioni concrete.
Potremmo definire la Regenerative Society Foundation un aggregatore di esperienze e competenze, governato dal business e guidato dalla scienza, con una visione pragmatica e imprenditoriale che è il risultato del percorso dei fondatori. Partiamo dalla conoscenza, per colmare le lacune cognitive esistenti, e condividiamo le buone pratiche per definire, anche con le istituzioni, nuovi standard in grado di orientare la ricerca e gli investimenti. Il nostro invito è quindi rivolto a tutte le aziende virtuose, che forse già perseguono il modello rigenerativo ante litteram, come spesso accade nel panorama delle splendide imprese del nostro Paese. Speriamo che la ricerca di un modello rigenerativo possa diventare un ulteriore elemento nella definizione di quel modo italiano di fare industria descritto nel libro, che caratterizza tante realtà virtuose del Made in Italy.
Fonte: Sviluppo & Organizzazione n. 314
Photo credit: David Marcu/Unsplash